Elena

Dietro i social

Sono una runner. Al mondo, di runner, ne esistono molti: ci sono quelli che fanno della corsa una ragione di vita e si alzano alle cinque di mattina per vedere l’alba dalla cima di una montagna, quelli che si impegnano duramente per partecipare a tutte le maratone possibili, o ancora quelli che utilizzano la corsa come strumento per dimagrire. Io sono una di quelle che corrono senza impegno ma mettono l’anima in ogni allenamento, sono una runner e sono grassa. Ebbene sì, esistiamo anche noi: non tutte le persone che vanno a correre pesano 50 chili e possono permettersi di indossare completini colorati super attillati, quelli bellissimi che si vedono negli spot pubblicitari. Esistono anche persone che, come me, vanno a correre tutti i giorni (o a giorni alterni, o quando possono) e nonostante questo non dimagriscono. Ci rassodiamo, sì, ma non dimagriamo. Non perché non ci impegniamo abbastanza, ma perché non ci interessa. Io, ad esempio, non corro per dimagrire, ma per sentirmi libera e sfogare la frustrazione delle mie giornate, sfruttando la corsa per ricongiungermi alla mia anima.

 

Screenshot_2015-10-06-17-17-36-1.pngUltimamente ho preso l’abitudine di scattare numerose foto durante tutti i miei allenamenti, un po’ per motivarmi e un po’ per avere una scusa per un attimo di pausa. Sui social, però, posto sempre le foto allegre ed entusiaste di quando supero un mio record personale, o di quando termino i 5km in minor tempo rispetto al solito. Sui social, quindi, mostro sempre il lato positivo della medaglia. Ma cosa si nasconde dietro quelle belle foto motivanti? Ebbene, dietro ad una foto postata su Instagram, Tumblr o Twitter si nascondono molte cose. Prima tra tutte, la fatica. Sfido chiunque ad avere il coraggio di postare sul proprio profilo una foto in cui si è sul punto di vomitare o di svenire, una foto in cui si è sudati marci, con il trucco fin sul mento e la faccia rossa come un peperone. Nonostante capiti a tutti, è uno di quei tabù universali che si tende sempre a nascondere, sopratutto se si hanno molti follower o se si ha una “reputazione” da mantenere intatta. Credo che questa falsa facciata di perfezione sia pericolosa per vari motivi: primo perché trasmette l’idea che, in ogni caso, bisogna apparire al meglio (quando esco a passeggiare con il cane non vedo mai passare adolescenti in tuta da ginnastica o senza trucco, persino andare dal panettiere sotto casa richiede un’aggiustatina al makeup e un outfit adeguato), secondo perché comunica ai giovanissimi un messaggio sbagliato, ovvero che non bisogna faticare per ottenere un bel corpo (il che, tristemente, porta le ragazzine ad affrontare il dimagrimento in modo sbagliato, spesso smettendo di mangiare e ammalandosi). Essendo diventati parte integrante della vita dei giovani, i social ricoprono un ruolo di fondamentale importanza educativa. Spesso, infatti, i giovanissimi non ricevono dai genitori un’educazione sportiva corretta e credono che basti poco per ottenere la pancia piatta e il corpo perfetto della modella che seguono su Tumblr. In realtà, dietro ad ogni foto perfetta postata sui social ci sono ore ed ore di sforzi e sacrifici. Non basta contare le calorie, rifiutare una fetta della torta di compleanno di un amico, fare una passeggiata ogni tanto o fare pilates due volte a settimana. L’attività fisica ha i propri ritmi e le proprie regole, è fondamentale rispettarle sempre, al fine di star bene ed evitare complicazioni a livello di salute.

IMG_20160403_182811
Ho scattato questa foto durante l’allenamento di oggi: un allenamento normale in cui sono caduta nello sconforto a causa del dolore alla testa. Eppure la foto che ho postato sui social è questa.

La verità è che che dietro ogni allenamento ci sono tantissimi momenti di sconforto. Nel mio caso, anche a causa della mia patologia talvolta invalidante, è incredibilmente facile sminuirmi, trovare un punto debole nel mio allenamento, o notare un difetto che non ho ancora migliorato. Ogni volta che esco a correre è una lotta, non un piacere. Diventa un piacere dopo molto tempo, quando ho messo a tacere la parte di me stessa che vorrebbe solo essere a casa a guardare l’ultimo episodio di Supernatural su Netflix, ma fino a quel momento è una lotta all’ultimo sangue con la mia mente che, irremovibile, pretende di mettere fine alla tortura. Allenarsi non è facile, vorrei che ci fosse un modo semplice ed immediato per trasmettere questo messaggio ad ogni giovane che si avventura nel campo del fitness. Io ho avuto la fortuna di ricevere un’educazione sportiva sublime, per dieci anni infatti ho praticato lo sci alpino a livello agonistico. Tanti giovani, invece, non hanno idea di cosa significhi duro lavoro, non sanno che per mantenere un corpo sano ed atletico è necessario passare una grande quantità di tempo in palestra o comunque ad allenarsi, facendo attività fisica per buona parte della propria giornata. Allenarsi non è facile, per niente. Ma con impegno e forza di volontà, con fatica e sudore, tra lacrime e sorrisi, ripaga.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *