Attualità

Libertà di stampa

Oggi, 3 maggio, è la Giornata mondiale della libertà di stampa e ritengo importante omaggiare questo diritto meraviglioso. Credo che l’importanza della libertà di stampa sia da sottolineare soprattutto alla luce degli avvenimenti del 7 gennaio 2015, con l’attentato alla sede  di Charlie Hebdo. Infatti, oltre alla brutalità del fatto in sé, bisogna aggiungere l’orrore di ciò che l’attentato rappresentava, ovvero la volontà dei jihadisti di negare la libertà di espressione. Come tutti sappiamo, la strage è avvenuta perché il giornale satirico Charlie Hebdo nel 2006 ha pubblicato delle vignette comiche sul profeta Maometto e questa iniziativa a scatenato moltissime proteste, le quali si sono malauguratamente concluse nel sangue. In seguito all’attentato terroristico, l’editoriale ha commentato: «Continueremo a informare, a fare inchieste, a intervistare, a commentare, a pubblicare e a disegnare su tutti i soggetti che ci sembrano legittimi, in uno spirito di apertura, di arricchimento intellettuale e di dibattito democratico. Lo dobbiamo ai nostri lettori. Lo dobbiamo alla memoria di tutti i colleghi assassinati. Lo dobbiamo all’Europa. Lo dobbiamo alla democrazia».

Il concetto di “libertà di espressione” non è un’idea degli ultimi anni, bensì ha origine nel V secolo a.C in Grecia, dove veniva chiamata παρρησία, parresia, ovvero il dovere morale di dire la verità. Gli antichi greci avevano stabilito che, per dire la verità, occorreva dire tutto ciò che si aveva in mente, senza porre distinzioni tra ciò che una persona pensava e ciò che diceva. Il termine compare per la prima volta in Euripide, uno dei maggiori poeti tragici greci, ma viene anche ripreso dal filosofo Platone che distingue due forme di parresia: una falsa ed una veritiera, sapiente e costruttiva. Lasciamo però da parte la mia cassetta degli attrezzi da classicista e vediamo, in Italia, come la libertà di stampa viene presentata. In Italia essa è sancita dell’Art. 2 della Costituzione («Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure») e fa parte della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, che riconosce la «libertà di espressione e d’informazione». Negli Stati di diritto, il principio di libertà di stampa implica che tutte le persone debbano avere il diritto di esprimersi tramite lo scritto o qualsiasi altro modo di espressione delle opinioni personali.  La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo lo afferma chiaramente: «Chiunque ha il diritto alla libertà di opinione ed espressione; questo diritto include la libertà a sostenere personali opinioni senza interferenze ed a cercare, ricevere, ed insegnare informazioni e idee attraverso qualsiasi mezzo informativo indipendentemente dal fatto che esso attraversi le frontiere».

stampa11Rispetto alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo sancita dalle Nazioni Unite e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, però, la Carta Costituzionale italiana fissa dei limiti, che principalmente rientrano nei reati di opinione (es. apologia di reato) e in quelli contro la morale.

(fonte: wikipedia)

Concludo con una citazione di Nikolaj Berdjaev che amo particolarmente: «La libertà è innanzitutto il diritto alla disuguaglianza». In un mondo in cui chiunque abbia una cultura o un’opinione diversa dalla nostra viene escluso, giudicato o addirittura malmenato, mi sembra importante sottolineare questa concetto: diritto alla disuguaglianza. Sarebbe proprio il caso che la smettessimo di avere paura dello straniero, di chi ha una cultura differente e di chi è abituato a vivere in modo diverso dal nostro; sarebbe invece ora di accogliere ogni cultura, religione e opinione, sia per un discorso di crescita intellettuale sia per genuina capacità di vivere in comunità.

0 thoughts on “Libertà di stampa

  1. Non conoscevo l’affermazione di Bedjaev, io al posto suo avrei detto “diritto alla diversità”, che è diverso da diseguaglianza. Si può essere diversi (tutti siamo diversi, nessuno è identico a un altro) avendo uguali diritti di fronte alla legge e possibilmente uguali opportunità (di esprimere la propria opinione per esempio).

    1. Sono assolumente d’accordo e ho apprezzato moltissimo il tuo commento. La diversità è una condizione naturale mentre la disuguaglianza è frutto di meccanismi sociali, politici e culturali. Non bisogna combattere la diversità, bensì la disuguaglianza: in modo tale che ogni persona sia libera di esprimersi secondo la propria essenza ed integrità.

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