Attualità

L'amore trionfa sempre

Ho immaginato diversi scenari possibili sull’impostazione di questo post, essendo un argomento estremamente delicato (anche se non dovrebbe esserlo dato che considero perfettamente naturale il desiderio di volersi sposare, in qualunque circostanza). Essendo una tematica che però divide nettamente le opinioni degli italiani cercherò di essere il più possibile obiettiva, cercando di non offendere nessuno e frenando il mio entusiasmo e la mia sincera commozione per l’esempio di umanità e rispetto che finalmente l’Italia è riuscita a dimostrare. L’obiettivo di questo articolo, dunque, è quello di andare a spiegare in modo oggettivo una realtà che purtroppo viene ancora oggi percepita come perversa, peccaminosa e sbagliata. Al di là dell’essere favorevoli o sfavorevoli alle unioni civili ci tengo a sottolineare che l’approvazione della legge Cirinnà è un enorme passo avanti che ci proietta tutti verso un futuro in cui, spero, la libertà di ogni singolo essere umano verrà rispettata. E’ un primo passo, a cui seguiranno moltissimi altri, ma non è un traguardo e probabilmente bisognerà aspettare ancora a lungo affinché siano davvero riconosciuti a tutti i diritti basilari. Mi rendo conto che è un post lungo e che, nel caso l’argomento vi infastidisca o non vi interessi particolarmente, non siate motivati a leggerlo tutto. Lo capisco, davvero. Ma vi chiedo di impegnarvi e arrivare fino all’ultima riga del testo, perlomeno per informazione e cultura personale. Detto ciò, andrò ora ad illustrare i punti che sono volutamente stati presentati in modo confuso e poco chiaro dai media, al fine di creare una visione più comprensibile di cos’è l’omosessualità e cosa prevede la legge Cirinnà.

635897229513164483-866846937_heart.jpgPunto primo: la legge sulle unioni civili non riguarda solo ed esclusivamente le coppie omosessuali. Spero che questo concetto sia chiaro perché anche molte coppie eterosessuali sono state discriminate ingiustamente da persone che non si sono informate prima di dare la loro opinione, spesso negativa ed offensiva, sull’argomento. La legge sulle unioni civili è strutturata in due parti: la prima prevede l’introduzione delle unioni civili tra le coppie dello stesso sesso, la seconda prevede il riconoscimento delle coppie di fatto (ovvero chi convive, chi ha costruito insieme una famiglia ma non crede nell’istituzione del matrimonio, o ancora chi sta insieme da tutta una vita e, per un motivo o per un altro, non può sposarsi). Vi porto l’esempio di Martina, una ragazza della mia età che convive felicemente con il suo compagno e da poco ha partorito una bellissima bambina. Vorrei riportarvi il suo commento per farvi comprendere il punto di vista di chi vive questa discriminazione dal lato eterosessuale. “Non ho una vera e propria opinione sulle unioni civili omosessuali perché non mi riguardano da vicino, però non trovo giusto negare loro il diritto di sposarsi e crearsi una famiglia. Ciò che mi dà fastidio è che questa legge tutelerebbe me, il mio compagno e mia figlia eppure gli italiani si impuntano a non volerla considerare perché “i gay non sono naturali”. Io e il mio compagno abbiamo una “relazione naturale”, come la chiamano loro, e allora perché la nostra famiglia non è riconosciuta come tale? Per lo Stato siamo due ragazzi che hanno concepito una figlia, nulla di più. Ma la verità è che siamo una famiglia, ed è ora che l’Italia ci consideri tale anche se non siamo sposati”.

Anelli-matrimonio-01.jpgPunto due: le unioni civili non vogliono in nessun modo sostituire il sacro vincolo del matrimonio cattolico. Anche questo è un concetto importante che i media hanno manipolato in modo da confondere la popolazione. Le unioni civili e il matrimonio sono due cose concettualmente differenti e la loro differenza non viene in nessun modo messa in discussione. Il motivo di tale confusione è dovuto ad un problema di terminologia, poiché si usa la stessa parola, appunto “matrimonio”, sia per indicare l’unione di due persone di fronte a Dio nella comunità credente sia per indicare il contratto legale che unisce due persone di fronte allo Stato. Proprio per questa difficoltà a separare i due concetti, quello religioso da quello statale, è stato coniato il termine “unione civile”. Il matrimonio religioso  non ha nulla a che fare con il contratto legale sancito dalla Stato, non essendo Chiesa e Stato legati indissolubilmente come in passato. Secondo il Codice di diritto canonico il matrimonio è «il patto con cui l’uomo e la donna stabiliscono tra loro la comunità di tutta la vita, per sua natura ordinata al bene dei coniugi e alla procreazione ed educazione della prole». L’unione civile omosessuale (o matrimonio gay, in cui in il termine “matrimonio” non ha alcuna valenza religiosa), invece, è il semplice riconoscimento legale dell’amore tra due persone, che hanno diritto a creare una loro famiglia e ad essere tutelati in ogni modo possibile. E’ ovvio che due uomini o due donne non potranno mai celebrare un matrimonio religioso, dato che lo scopo di tale unione è la procreazione: gli omosessuali sono perfettamente consapevoli di non poter generare figli. Una domanda: a parte il fatto che esistono omosessuali che credono fortemente nella religione cristiana e dunque non si sognerebbero mai di andare contro dogmi millenari in cui loro stessi credono, ma pensate davvero che a chi professa una religione diversa importerebbe celebrare un matrimonio di cui non riconosce né la santità né il significato? L’unione civile, omosessuale ed eterosessuale, vuole sancire un’unione spirituale in cui vengono riconosciuti l’amore e i diritti legali di coppia. Il matrimonio è un rito sacro che lega due anime in un vincolo religioso, mentre le unioni civili si limitano a rendere legale l’unione di due persone. Mi è capitato di sentire un uomo dire “i gay vogliono portarci via il matrimonio”. Se non fosse per l’atrocità del significato che si nasconde dietro questa frase probabilmente sarei scoppiata a ridere per l’insensatezza di quel pensiero. Trovo alquanto ipocrita e scorretto che gli omosessuali vengano dipinti come “ladri” di qualcosa, quando sono invece eterosessuali cocciuti e disinformati a negare i diritti ai gay. Agli omosessuali non interessa il matrimonio religioso, vogliono solo che sia loro riconosciuto il diritto di essere ciò che sono, stipulando un contratto statale di unione legale, tutelando la loro famiglia e rispettandoli in quanto esseri umani. La sessualità non ha nulla a che fare con l’animo di una persona, l’attrazione non determina la gentilezza, l’intelligenza, la disponibilità, le capacità o la simpatia. A questo punto sarà banale dirlo, ma ci interessa davvero cosa fanno due adulti consenzienti e innamorati in una camera da letto?

d749a856a60911e3b7b80a0a660ee051_8-e1402523054673-620x413.jpgPunto tre: la legge sulle unioni civili vuole tutelare una situazione oggettiva ed innegabile che prevede l’esistenza di una coppia omosessuale, che voi concordiate o meno nel sostenere il concetto di omosessualità in sé. L’omosessualità continuerà ad esistere, nonostante ci siano persone che non l’accettano, poiché essa non è una scelta bensì una condizione naturale (su questo punto tornerò più avanti, se continuate a leggere vedrò di spiegarmi meglio). Sarebbe totalmente folle voler essere omosessuale, considerando che essi vengono odiati, discriminati, picchiati e talvolta uccisi. Tutelare una coppia omosessuale o una famiglia omogenitoriale (come però anche coppie eterosessuali e famiglie con figli naturali), significa semplicemente concedere loro diritti basilari e imprescindibili. Questa tutela non si limita però a concedere diritti a chi è sposato tramite matrimonio o unione civile, ma è estesa anche alle “coppie di fatto”. L’esempio classico di diritto e tutela è quello di poter andare a trovare il compagno o la compagna in ospedale, per essere più precisi: “in caso di malattia o ricovero i conviventi hanno il diritto reciproco di visita, di assistenza e di accesso alle informazioni personali, con le stesse regole previste nel matrimonio o nell’unione civile”. La legge Cirinnà, dunque, ha l’unico scopo di tutelare ogni genere di relazione e/o unione riconoscendone i diritti. Purtroppo per quanto riguarda la stepchild adoption la propaganda omofoba che aveva lo scopo di confondere le idee alla popolazione è riuscita nel suo intento: l’adozione del figlio del partner non sarà possibile neanche adesso che il provvedimento è diventato legge. Qui mi permetto di dare un’opinione personale, dato che è un punto che considero estremamente importante e che ha subìto un livello di manipolazione mediatica impressionante. La stepchild adoption non vuole favorire la pedofilia (ho sentito anche questa e permettetemi di esternare il mio più sincero disgusto per tutti i soggetti di tale ignoranza e stupidità), non è un sotterfugio per rubare i figli ad una persona e non vuole obbligare all’omosessualità un bambino (è comunque dimostrato che l’omosessualità non è trasmissibile. Non si può dire lo stesso dell’ignoranza). La stepchild adoption è, di nuovo, una tutela finalizzata a semplificare la vita di una famiglia. Faccio un esempio: Lucia e Martina convivono da più di vent’anni e vogliono passare il resto della loro vita insieme. Grazie all’inseminazione artificiale (ci tengo qui a precisare che statisticamente sono le coppie eterosessuali a farne più uso) Martina ha avuto un figlio, Luca. Luca è un bellissimo bimbo di sei anni che ama le sue mamme in egual misura e non vede differenze tra la sua famiglia e quella del cuginetto che invece ha una mamma e un papà. Un giorno la maestra di Luca chiama a casa perché il piccolo non si sente bene, ha la febbre e vorrebbe andare a dormire nel suo letto. Martina si trova in un’altra città per motivi di lavoro, perciò Lucia si precipita a scuola per assicurarsi che il figlio stia bene. Una volta lì, le viene chiesto di consegnare il foglio con la delega firmata da Martina per prelevare il bambino, poiché lei, non essendo la madre naturale, che non ha nessun diritto di portare a casa suo figlio. Lucia si sente umiliata e tradita dal sistema in cui vive ogni volta che consegna quel foglio tra le mani della maestra, ogni volta che viene messo in discussione il suo ruolo di madreLa stepchild adoption ha dunque l’unico obiettivo di permettere ad un genitore di essere riconosciuto come tale. Direte a questo punto: “un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà”. E come risolvere, allora, l’incresciosa situazione di una madre single che alleva il figlio poiché abbandonata dal compagno? O di un padre vedovo che si trova ad educare da solo la figlia? O ancora un orfano che viene mandato a vivere con un nonno, una zia, o un lontano parente?

religione-e-omosessualita.jpgPer quanto riguarda la condanna all’omosessualità legata a ragioni religiose, ho deciso di non pronunciarmi. Non perché io non sia informata ma perché potrei offendere qualcuno e questo non è lo scopo del post. A differenza di molte persone la Bibbia io l’ho letta davvero e potrei citarvi moltissimi esempi che manderebbero in frantumi la tesi “l’omosessualità è peccato perché lo dice Gesù”. Dirò un’unica cosa riguardo ciò che la Bibbia dice in merito all’omosessualità, ovvero che nella versione in lingua originale del Nuovo Testamento viene effettivamente detto che gli omosessuali commettono peccato, sì, ma era riferito alla prostituzione maschile, alle molestie, alla promiscuità e non ad un’unione o ad una relazione tra persone dello stesso sesso. Se qualcuno fosse interessato potrei approfondire questo argomento, perciò sentitevi liberi di contattarmi, ma ho deciso di non analizzare questa tematica in questo articolo.

leoni-gay.jpgC’è un ultimo punto che voglio approfondire sulla condizione omosessuale, un punto che a causa della disinformazione, del credo religioso, della cultura o in alcuni casi della semplice stupidità, non è mai stato chiarito in modo diretto: l’omosessualità non è contro natura, bensì è una condizione perfettamente naturale. Posso comprendere la confusione o il disaccordo su questo punto, essendo quotidianamente bombardati da campagne omofobe che sostengono il contrario, ma non accetto in nessun modo che, a questo punto, voltiate lo sguardo ed ignoriate la questione. L’obiettivo di questo post è quello di informare nel modo più preciso ed obiettivo possibile cos’è l’omosessualità e se vi ritenete persone intelligenti non potete ignorare ancora questo fatto. Si pensa che il rapporto sessuale sia naturale solo tra uomo e donna in quanto si suppone che tale rapporto sia finalizzato alla procreazione (domanda provocatoria: alle coppie infertili eterosessuali andrebbe allora annullato il contratto matrimoniale in quanto il loro rapporto non è naturale poiché non genera figli?) L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’omosessualità in questo modo: “una variante naturale del comportamento umano che comporta l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra individui dello stesso sesso”. E’ dunque una variante normale della sessualità sia umana sia animale, ci tengo a precisarlo perché è stata riscontrata in circa 1.500 specie ed è perciò una condizione naturale. Petter Bøckman, consulente scientifico della mostra Against Nature, scrive: «Non si è trovata specie in cui non esiste il comportamento omosessuale, eccetto quelle che non hanno rapporti sessuali come l’echinoidea (riccio di mare) e gli afidi. Inoltre, parte del mondo animale è ermafrodita, letteralmente bisessuale. Per loro l’omosessualità non è un problema». A quanto pare, quindi, in questo campo gli animali sono decisamente più evoluti dell’essere umano. Statisticamente l’omosessualità è presente in percentuali che possono raggiungere il 18%: è però anche da considerare il fatto che spesso a causa dell’odio e della discriminazione molte persone omosessuali non ammettono la propria condizione e, per utilizzare termini ormai di uso comune, non affrontano il coming out, preferendo vivere nella menzogna e sentirsi in tal modo accettati. Nella società si è propensi a pensare che sia naturale o giusto il comportamento della maggioranza, ma le leggi di natura fortunatamente non necessitano di questi meccanismi sociali e si limitano a creare in modo indisturbato ciò che ritengono opportuno. Ma allora perché l’omosessualità è percepita come perversione o peccato, se la natura insegna che invece è normale? La percezione dell’omosessualità è frutto di educazione e valori morali che la società ha portato avanti nel tempo, ed essendo gli omosessuali in minoranza è sempre stata avvertita come qualcosa di “diverso”, incomprensibile e sbagliato. Anche i nani venivano percepiti così, e i disabili, e le donne. In un mondo che fino a pochi decenni fa considerava le donne inferiori, incapaci di apprendere, lavorare e pensare quanto un uomo, e che spesso le discrimina ancora oggi, possiamo davvero permetterci di giudicare giusta, ed equa, e migliore, l’opinione della maggioranza e della società? La Storia è un susseguirsi di ingiustizie, discriminazioni e incomprensibili credenze (pensiamo solo al fatto che le persone di colore erano schiavizzate poiché non venivano ritenute esseri umani). Come si può essere certi, dunque, che la percezione che si ha dell’omosessuale sia giusta, considerandoli quindi “rivoluzioni antropologiche” o “scherzi inumani”? Come si può essere sicuri che gli omosessuali siano peccatori, gente perversa che vuole solo attirare l’attenzione? Come si può guardare negli occhi un bambino felice e dirgli che il papà è una persona disgustosa solo perché ama un altro uomo? Se fossi al posto di chi ha votato “no” alla legge Cirinnà, o l’avrebbe fatto se avesse potuto, qualche domanda me la farei. Perché esistono milioni di famiglie diverse, al mondo, e invece di definire un’unico modo per essere una famiglia, forse dovremmo semplicemente accettare che non ne esistono due uguali.

“Qualora si accerti che sia vergognoso essere coinvolti in rapporti sessual tra uomini,questo si deve a cattiveria da parte dei governanti e a codardia da parte dei governati” Platone, IV sec. a.C

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