Elena

Vita Nova

Ho sempre pensato che per prendere una decisione importante, da cui sarebbe probabilmente dipesa gran parte della propria vita, fosse necessario organizzarsi con largo anticipo, magari stilando una lista di pro e contro da aggiornare costantemente al fine di scegliere nel modo migliore. Sarà che negli anni passati avevo un gran bisogno di avere il controllo su tutto ciò che riguardava la mia vita, essendo la mia vita totalmente fuori controllo. Mi sentivo tranquilla e rilassata solo quando organizzavo, pianificavo, progettavo e coordinavo attentamente ogni dettaglio  della mia esistenza. Da quando però sono rinata e mi sono riappropriata della mia vera essenza, la vita scorre frenetica e in modo imprevedibile.IMG_20160819_213908.jpg Di cosa parla questo articolo? Facile, racconta dei cambiamenti che sto vivendo e della grande novità della mia vita, ovvero la scelta di trasferirmi a Genova per studiare. Fino a pochi mesi fa sarebbe stato impossibile per me cambiare così radicalmente la mia vita, avrei avuto attacchi di panico tremendi e probabilmente sarei finita in ospedale a causa dell’ansia e dello stress. E invece eccomi qui, iscritta all’università e pronta a frequentarla a tempo pieno. Magari ci metterò più tempo, ma ho imparato che non importa la durata del viaggio bensì il percorso e la destinazione finale, nel caso ve ne fosse una. Per me il traguardo è di riuscire a vivere la mia vita nel modo che più mi rende felice, studiando ed imparando nozioni nuove ogni giorno, e sono disposta a rischiare tutto per tentare di raggiungerlo. In realtà avevo deciso di andare a studiare a Torino, nonostante non ami particolarmente quella città, forse perché era la soluzione più facile considerando il lavoro, la mia difficoltà a lasciare questa Valle che amo profondamente e soprattutto l’idea di non vedere così spesso la mia famiglia. Avevo deciso di viaggiare, ogni settimana, frequentando le lezioni solo due giorni a settimana e studiando a casa per il resto del tempo. L’idea di trasferirmi a Torino, come penso sia chiaro a questo punto, non mi piaceva nemmeno un po’. Quando però ho capito di avere una piccola possibilità di andare a Genova l’ho colta, senza riflettere né farmi scoraggiare dai tanti lati negativi di questa scelta. Ho organizzato ogni cosa nel giro di una settimana, dalla decisione di trasferirmi sul serio alla pianificazione dei corsi. L’idea di andare a vivere a Genova vagava leggera nella mia mente da molti anni ormai, senza mai realmente imporsi. Dato che il dolore alla testa causato dalla mia patologia si attenua drasticamente a livello del mare, l’intenzione di andarmene dalla Valle d’Aosta c’è sempre stata. Era però estremamente difficile affrontare anche solo l’idea di un cambiamento: come fare a trasferirmi e a lasciare indietro tutta una vita, quando mi sentivo sprofondare nel panico anche solo se mamma cambiava idea all’ultimo momento e andavamo a mangiare la polenta invece della pizza? Quell’ansia terribile che mi impediva di respirare al minimo cambiamento, mi avrebbe probabilmente annientata. Ma ora non è più così, ora sento che questa volta è quella buona, che finalmente sono pronta a crescere. Ho contattato l’Ufficio dell’università adibito ad aiutare gli studenti disabili per farmi spiegare come funzionano i corsi e quali documenti devo presentare per avere qualche aiuto (la prudenza non è mai troppa con la mia patologia); ho cercato appartamenti con una mia amica, futura coinquilina, la sera prima di partire per Brescia e andare a vedere un concerto; mi sono iscritta al Portale e alla facoltà di Lettere Moderne in neanche venti minuti, il che mi ha dato la conferma delle mie intenzioni; Screenshot_2016-07-27-22-58-47-1.pngho preparato tutti i documenti e i certificati medici necessari ed ora aspetto di cominciare, fremente ed emozionata. Non so a cosa porterà questo viaggio, magari mi renderò conto che lo stress e i cambiamenti sono insostenibili e deciderò di tornare a casa (ne dubito fortemente, ma è un’opzione possibile), o magari mi troverò così bene a Genova da decidere di trasferirmi in via definitiva, come ha fatto mio zio quarant’anni fa. Non so cosa accadrà, ma per la prima volta in vita mia questo fatto non solo non mi ferma dal tentare, bensì mi stimola ancora di più a buttarmi, ad accettare questa sfida. Ed io l’accetto, eccome se l’accetto.

2 thoughts on “Vita Nova

  1. Elena, ma che bella notizia! Lettere Moderne, ne ero certo 😛
    Già avere il coraggio di osare è un successo magnifico e, a tua insaputa, hai alimentato il mio desiderio di trasferirmi nella città in cui già studio ma da pendolare: sogno di vivere più liberamente. Abbiamo un’altra cosa in comune: la stessa ansia di programmare tutto, brutto vizio che mi ha quasi distrutto e che ormai ho certamente e fortunatamente polverizzato. Coraggio, che la vita è fatta di momenti pazzi!
    Anche se il cambiamento fa un po’ paura, è molto meno rischioso di rimanere immobili sui propri passi. Quindi ti faccio un “in bocca al lupo” grande, anzi grandissimo, megagalattico….perché ormai mi sto affezionando a te.
    Andrà tutto benissimo, ne sono certo.
    Ti abbraccio <3

    1. Sono felice di aver alimentato il tua sete di nuove avventure e averti spronato ancora di più a trasferirti! È un salto nel vuoto ma è così emozionante lasciarsi andare per testare le proprie capacità e per essere finalmente liberi. Ti ringrazio tanto e spero riuscirai a realizzare questa idea 😉
      Ti abbraccio e ti stringo forte, Ragazzo Sopravvissuto, perché anch’io mi sto affezionando a te.

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