Elena

Rifugio dei sogni

La casa? È castello e isola, torre e caverna,
miracolo e quotidianità, ordine e calore,
e la voce delle cose che ci aspettano ogni giorno al nostro rientro.
-Fabrizio Caramagna

Fin da piccola sognavo di costruire la mia casa dei sogni, il luogo sicuro e speciale in cui avrei progettato la mia vita e seguito il mio cuore. A quei tempi, quel posto magico corrispondeva ad un fortino su un albero con tanto di nascondigli segreti, altalene in camera da letto, scimmiette viola come animali domestici e scivoli trasparenti per raggiungere le varie stanze, un luogo di divertimento e magia. Ricordo che io e mio fratello disegnavamo case futuristiche e castelli misteriosi, inventavamo progetti di giardini, appartamenti e palazzi. Camera nostra era in continuo cambiamento, quando ci stufavamo di com’erano sistemati i mobili prendevamo carta e penna e disegnavamo un progetto nuovo per la riorganizzazione della stanza. I nostri erano progetti innovativi degni del miglior architetto in circolazione. Era divertente e stimolava la nostra creatività, il massimo della soddisfazione era prendere le misure per incastrare i mobili lì dove noi volevamo metterli e constatare che effettivamente ci stavano. Creare un progetto per una casa da bambina era un’abitudine, da adolescente è diventato un sogno ed ora sta per divenire realtà.

Il giorno in cui sono entrata per la prima volta in quella che presto diventerà la mia casa, sapevo di essere nel posto giusto. Quella vecchia cantina era sempre stata lì accanto alla casa in cui sono cresciuta e, ogni volta che le passavo davanti per andare a scuola o al ritorno dalla spesa, la osservavo con occhi pieni di interesse e desiderio. Da bambina immaginavo storie fantastiche, mondi incantati che si nascondevano proprio dietro a quel vecchio portone di legno. Sbirciavo dalle finestre con malcelata curiosità e speravo sempre di vedere un cucciolo di drago, un elfo indaffarato o un una maga bisbetica. Ammetto di essere rimasta pesantemente delusa e di aver a malapena sopportato l’amarezza: tutto ciò che i miei occhi riuscivano a vedere erano polvere e pietre, una vecchia mangiatoia e qualche scatola per la legna. Prima di tornarmene a casa alzavo le spalle e sospiravo, ma il giorno dopo ero di nuovo lì a sbirciare dalla finestra, speranzosa. Il giorno che i miei genitori comprarono quella vecchia cantina mi sentii incredibilmente esaltata, finalmente avrei potuto scoprire tutti i segreti che nascondeva e vivere le avventure che, lo sapevo, mi stavano attendendo. In breve tempo cominciai a fantasticare di viverci. Nuovamente, mille progetti si accavallarono nella mia mente sopraffatta dalla creatività e dalla smania di sogni. Immaginare di vivere in quel luogo, così caro alla mia infanzia, provocava un’insolita sensazione di calore e sicurezza nel mio cuore. Pian piano, i sogni si trasformarono in desideri e i desideri in progetti.

Cenerentola diceva che i sogni sono “a wish your heart makes”, ovvero un desiderio del tuo cuore. Ho sempre canticchiato quella canzone senza coglierne pienamente il significato ma ora ho la sensazione che quelle parole mi abbiano condotta esattamente qui dove sono ora. Il progetto è pronto, il momento è arrivato. La prossima settimana cominceranno i lavori per ristrutturare quella vecchia cantina, custode dei miei sogni di bambina e di tutte le avventure che immaginavo di vivere. Custodirò la memoria di quel luogo con cura e attenzione, dedicando del tempo a scoprire la storia nascosta in quei muri e dietro quella mangiatoia. Ricorderò le storie che mi divertivo ad immaginare e fantasticherò di mille altre, cercando di conservare quel senso di magia che provavo da bambina. Mi impegnerò a farla diventare un luogo di incontro per me e i miei amici, a renderla un rifugio confortevole per tutti coloro che mi verranno a trovare. E sarà così che realizzerò questo mio sogno: rendendo quella vecchia cantina, una casa.

Benvenuti a casa mia. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate.
-Anonimo

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