Cancro

Mollare mai

Le foto le faccio sempre all’inizio della cura, appena mi mettono le flebo, perché alla fine sono talmente stanca che non riesco neanche a tenere in mano il telefono. Ogni volta ricevo tantissimi messaggi con scritto “come stai?” e ce la metto davvero tutta per rispondere un “tutto okay” o per inviare l’emoji di un pollice alzato o di un cuoricino. È davvero il massimo dello sforzo, anche se può sembrare una banalità. Ormai qualunque azione è diventata una fatica disumana, ero abituata a tutto questo soffrendo già di fatica cronica (meglio conosciuta come fatigue, un disturbo caratterizzata da un’eccessiva mancanza di energia che non si allevia con il riposo e che può durare giorni, settimane, mesi o, come nel mio fortunatissimo caso, anni) ma devo confessare di essere davvero al limite. È stata una spina nel fianco negli ultimi anni e adesso è diventata una vera tortura. La buona notizia è che con la fatica cronica andavo a correre, a lavoro, a fare aperitivi, alle feste e ai concerti: quindi sono in grado di superare anche questa senza troppi problemi. Basta avere pazienza e non mollare, se c’è una cosa che la malattia mi ha insegnato è proprio questa.

Per quanto riguarda le mie condizioni fisiche attuali, a quanto pare anche la tiroide ha deciso di iniziare a dare problemi. Non che io ne sia sorpresa, nell’aprile ’18 mi hanno diagnosticato l’ipotiroidismo e a luglio hanno trovato un nodulo (fortunatamente benigno, il che mi ha sollevata molto perché avevo paura potesse essere una piccola massa tumorale. AH, l’ironia! Pochi mesi dopo mi hanno scoperto il tumore maligno del sangue al IV stadio). Nelle prossime settimane sarà quindi necessario fare alcuni esami e capire cosa sta succedendo. Un po’ mi viene da ridere, una forma di isterismo dovuta al fatto che la mia vita è davvero un gran bel casino. A me però, questo casino, piace parecchio: con tutti i suoi difetti, i suoi malanni e problemi. Anzi, probabilmente sono proprio loro a farmi apprezzare ancora di più di essere al mondo, qui, oggi, in questo preciso istante. Perché la vita può essere dura, straziante e può obbligarti a passare le tue giornate in un ospedale, ma nascosti dietro il sorriso di una compagna di letto, un complimento per i tuoi capelli rasati che non capisci se stanno per cadere o meno, dietro al buffetto che l’infermiera ti dà per motivarti a non mollare mentre ti disinfetta l’accesso venoso, dietro a tutto questo e a molto altro si nasconde il motivo per cui la vita è così bella, il motivo per cui lotterò con tutte le mie forze per resistere. La mia felicità.

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