Cancro

La mia eroina

Questo sorriso è una vittoria conquistata con fatica. Sarò sincera: per me la diagnosi di tumore non è stata devastante. Vivendo il dolore cronico di due malattie rare e incurabili non ho provato il senso di destabilizzazione e terrore che solitamente si prova scoprendo di avere una malattia oncologica. Questo non significa che non fossi spaventata dalla diagnosi, ovviamente, ma ho accettato la situazione senza troppi drammi, consapevole di non avere altre opzioni se non lottare con tutta la forza che sarei riuscita a trovare.

Per mamma non è stato così.

Mamma ha vissuto questa diagnosi come una condanna, come l’ennesimo attacco contro la mia vita. Durante il mese in cui abbiamo vissuto con il sospetto di linfoma non riusciva neanche a parlare, sopraffatta dal dolore perché sapeva cosa mi aspettava e non riusciva ad accettarlo. La prima malattia rara ed incurabile è stata un boccone difficile da mandar giù, la seconda è stata una batosta per cui abbiamo faticato a rimetterci in piedi, ma pure il cancro era davvero troppo. Quella flebo rossa l’ha fatta tremare al punto che, alla prima infusione di chemio, si è rovesciata il caffè addosso. Più volte quel giorno ha pianto seduta sulla sedia accanto al mio letto, distrutta dalla consapevolezza che per sopravvivere avessi bisogno di un veleno che mi scorresse nelle vene.

La prima volta che mamma ha accarezzato la flebo.

È passato un mese da quella flebo. Da allora si è obbligata a considerare la flebo rossa un’alleata, un’amica preziosa per la mia salute. È riuscita ad accarezzarla solo durante l’infusione successiva, anche se con molta fatica. La grande vittoria l’ha ottenuta alla terza chemio, con quel sorriso rilassato che vedete nella foto e che sa di perdono. Non sono certa che sia riuscita ad accettare il percorso che abbiamo davanti ma ha conquistato la serenità necessaria per intraprenderlo senza stare male. Con tutto quello che ha sofferto questa donna coraggio nella vita, a causa della mia salute, sapere che è in grado di affrontare anche questa malattia non può che rincuorarmi. Affronteremo questa battaglia e lo faremo insieme.

“Accanto a te, sempre”.

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