
Ho concluso anche il quinto ciclo, mi sembra surreale essere arrivata a questo punto. Mancano solo due infusioni alla fine del percorso e non vedo l’ora di lasciarmi tutto alle spalle. Ormai mi viene da vomitare solo vedendo arrivare le flebo con i farmaci chemioterapici, mi avevano avvisata che poteva capitare ma non pensavo sarebbe stata una sensazione così travolgente: mi viene la nausea anche solo a guardare le vecchie foto delle terapie o pensando all’odore del disinfettante. Incredibile quanto la mente possa influenzare il corpo! In ogni caso sono quasi alla fine di questo lungo percorso e le cure stanno funzionando: non c’è niente di più importante.
Agosto è stato un mese duro. So che lo dico tutte le volte ma più vado avanti e più è faticoso star dietro ai sintomi e a tutte le conseguenze che la chemio comporta. Dopo il ricovero la situazione non è migliorata, anzi, sotto molti aspetti è persino peggiorata. I dolori addominali si sono intensificati e, nonostante un mese intero di sospensione delle cure, non ho avuto energie neanche per fare piccoli gesti come caricare la lavastoviglie. Ho letteralmente passato le giornate a letto e per me è difficile accettare di avere dei limiti. “Sono ai domiciliari” mi capita spesso di dire scherzando, ma neanche troppo. Vorrei poter fare di più ma sono obbligata a passare le giornate sdraiata, sentendomi inutile come non mai. Intanto la lista delle cose da fare aumenta e l’ansia ha iniziato a tormentarmi giorno e notte. Continuo a ripetermi “prima di tutto la salute” ma, essendo abituata al dolore cronico che mi tormenta ventiquatto ore su ventiquattro, mi sembra inconcepibile passare le giornate ad oziare. Sono abituata a star male ma nonostante questo andare al lavoro, fare la spesa, scrivere verbali, fare riunioni e mille altre cose. Sono abituata a dare il massimo e a non permettere né al dolore né alla malattia di fermarmi. Questa volta però ho dovuto farlo, non avevo scelta. Convivere con i sintomi di due malattie croniche, i dolori causati dal tumore e gli effetti della chemioterapia è davvero difficile. Non sai mai da quali sintomi terribili dovrai cercare di difenderti né quanto dolore proverai, puoi solo sperare che ti consenta di goderti un minimo le giornate, anche solo concedendoti di bere caffè in compagnia della nonna.

Tra le altre cose in questi ho dovuto fare un tampone al PICC perché mi faceva molto male, si sono formate piccole piaghe da decubito quindi c’è la possibilità che debbano spostarlo sull’altro braccio. Spero davvero che resista un altro mese in modo da poterlo togliere definitivamente. Nonostante questo faccio del mio meglio per essere positiva, anche se spesso è difficile. Questo non significa che non ho voglia di lottare, anzi, è esattamente il contrario: lotto ogni giorno con così tanta determinazione e risolutezza da sentirmi, a volte, venir meno le forze. Come ho scritto ieri alla mia migliore amica “anche Wonder Woman a volte cade”. La sua risposta è stata meravigliosa e di buon auspicio: “ricorda che nei film della Marvel di solito il supereroe finisce mezzo morto proprio prima di battere il cattivo”. Ancora due round, quindi, cancro: perché io sarò anche a corto di energie ma tra poco sarai tu a dichiarare la resa incondizionata.
