Nell’ultima settimana ho cancellato e riscritto questo post almeno venti volte ma non sono mai riuscita a trovare le parole giuste per spiegare quello che provo, forse perché neanche io lo capisco.

La visita oncologica della scorsa settimana non è andata come mi aspettavo: non c’è stata la remissione completa dalla malattia che tanto speravo. Gli esami hanno rilevato ancora delle captazioni nel mediastino, nelle ovaie e nel timo, un organo situato nel mediastino che finora non aveva dato problemi ma che ha deciso di attivarsi proprio adesso. La verità è che ci sono rimasta male. Durante la visita ho mascherato la delusione, per quanto possibile, per non far preoccupare mia mamma, ma in questi giorni lo sconforto ha avuto la meglio. Cerco di ripetermi che va bene così, che non devo ricominciare la chemio e questo è già un ottimo risultato, che devo solo pazientare solo un altro po’. Ma è davvero così? Mi sembra di cadere e di non avere alcun appiglio a cui aggrapparmi. Andrà mai meglio o è solo un’illusione comoda che mi dà conforto?

Quando siamo uscite dalla visita, mamma ha incontrato un’amica oncologa e le ha posto la stessa domanda che avevo appena fatto io alla mia dottoressa: “la vedremo mai, questa benedetta remissione?” La sua risposta, più sincera di quella del mio medico, mi ha annientata. “Prendete quello che viene, questi risultati sono un miracolo rispetto alla situazione iniziale“. Un miracolo. Etimologicamente parlando, un miracolo è una cosa meravigliosa, un evento straordinario al di sopra delle leggi naturali. Qualcosa di incredibile e di inaspettato. È quindi questo che è successo? Non avevo capito che a marzo la situazione fosse tanto grave, ero troppo impegnata ad andare avanti come un treno per non crollare in mille pezzi. Ora però ho rallentato e vedo le cose più chiaramente. E’ un miracolo che io sia viva, è un miracolo che il tumore sia regredito così tanto. I medici non erano certi che sarebbe successo, tanto il tumore era diffuso nel mio corpo. Ma è successo, è avvenuto un miracolo. Ed è quindi a questo che mi aggrapperò per evitare di cadere. Perché mi è stata data una seconda occasione e non la sprecherò, perché la vita è davvero un miracolo e non solo nel mio caso. Questo Natale l’ho festeggiato così, ringraziando la vita e le seconde occasioni che essa ti concede. Perché non a tutti è concessa la stessa opportunità ed io sono grata di essere ancora qui. I miracoli di Natale non sempre si presentano nel modo in cui ci aspettiamo, non sempre sono manifestazioni di magia e felicità, portatori di ottime notizie e di festeggiamenti gioiosi. A volte i miracoli di Natale avvengono in silenzio e si manifestano in ogni piccolo respiro. Perché il vero miracolo è vivere, è poter festeggiare un altro Natale in compagnia delle persone che ami, è essere grati di essere ancora al mondo. Non sai per quanto, non sai perché. Ma sei qui, un altro giorno ancora. E non è forse questo il miracolo più incredibile?
