Pronto soccorso

La giornata di ieri, oltre ad essere stata lunga è difficile, mi ha fatto capire in modo chiaro ed inequivocabile una cosa: il mio corpo non ce la fa più.

Non che sia una novità, già lo sapevo che stava cedendo. D’altra parte quando diventi la sentinella del tuo corpo sei in grado di rilevarne ogni singolo malfunzionamento e, negli ultimi mesi, ne avevo colti ben più di uno.

Sembrerebbe però che finalmente se ne siano resi conto anche i medici e, in parte, questa potrebbe forse considerarsi una vittoria.

Andare al pronto soccorso per me è sempre un trauma, poiché innesca il mio #DPTS e non è quindi facile rimanere calma quando nella mente iniziano a sfrecciare i ricordi di tutte le volte che mi hanno bucata, tagliuzzata e ricucita come carne da macello.

Non è facile recarmi in ospedale, per questo e altri mille motivi.

Eppure a volte va fatto.

Ho iniziato a non sentirmi bene già durante la mattinata, ma più il tempo passava più sentivo il mio corpo collassare. Non ricordo tutto ciò che è successo. Un po’ perché ero confusa e un po’ perché sono svenuta cinque volte, una di seguito all’altra. So che al pronto soccorso molte mani mi hanno toccata, prendendomi tutti i valori  possibili e immaginabili e cercando di risvegliarmi ogni volta che perdevo conoscenza.

Alla fine è risultato che il cuore è perfetto, così come gli esami del sangue e le lastre al torace.

Tutto è perfetto.

Come sempre.

A parte il dettaglio che svengo continuamente, non mi reggo in piedi, sono sempre esausta e ho dolori ovunque che nemmeno gli oppiacei riescono a placare.

Mi sembra di essere tornata indietro al 2018, quando mi son fatta due mesi di ricovero ricavandone un pugno di mosche.

Vorrei solo che qualcuno mi ascoltasse. I sintomi sono gli stessi di allora e mi sembra folle che nessuno se ne accorga. 

Prima o poi forse qualcuno ascolterà. Ma intanto io continuo a stringere i denti ed anche i pugni, perché conosco il mio corpo e lotterò con ogni fibra di me stessa per arrivare ad avere una spiegazione. Merito risposte e non mi fermerò finché non le avrò trovate, ma ancora di più merito di stare bene e di vivere la mia vita. Di più, lo pretendo. E farò di tutto per ottenerlo.

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