
“Pensa a te”.
La zia me lo diceva sempre, fin da bambina. Tuttavia non è mai stata una cosa che mi riusciva bene, anzi. Nella mia vita ho sempre messo qualcun altro al primo posto: mio padre, la mia famiglia, i miei amici, D., i conoscenti, persino gli sconosciuti che incontravo per la prima volta.
Non ho mai messo me stessa al primo posto.
Non ne ero capace,
non mi era mai stato insegnato.
Poi qualche anno fa ho dovuto fare i conti con “i miei demoni”: quelle voci fastidiose e incessanti nella mia testa che mi dicevano che non volevo niente, quei meccanismi malsani per cui dicevo sì a tutti, accondiscendente e sottomessa per paura di infastidire, deludere e mortificare con la mia sola esistenza.
E a quel punto che ho detto basta. O meglio, la mia psicoterapeuta mi ha costretta a dire basta.
È iniziato così il mio percorso: un percorso lungo, travagliato, a tratti insostenibile. Da una parte le abitudini di una vita, dall’altra la vita vera. Ho lottato incessantemente per meritarmi un posto in questo mondo, osservando la famosa luce in fondo al tunnel ma non riuscendo mai a raggiungerla.
Correvo,
e allungavo le braccia,
e urlavo,
ma niente.
In qualche modo quella luce rimaneva lì, lontana, il miraggio di una visionaria.
Fino ad ora.
Fino ad oggi.

Questo perché oggi ho messo finalmente un punto alla mia storia. Ho detto “basta”, in modo fermo, deciso, consapevole. Non l’ha detto nessuno al posto mio, ce l’ho fatta da sola.
Ho messo me al primo posto.
Ho pensato a me prima di chiunque altro.
Quindi ora, qui, adesso, prometto:
Continuerò a farlo sempre.















