
Oggi avevo la visita oncologica finale e dire che ero stressata non rende abbastanza l’idea. Ero più in ansia oggi rispetto al giorno della diagnosi, per quanto possa sembrare assurdo. Avevo infatti paura che mi dicessero che il tumore non era del tutto sparito, che mi attendevano ancora la radioterapia o peggio ancora altra chemio. Paradossalmente però avevo anche il terrore che mi dicessero: “sei guarita!” perché, fa strano a me dirlo figuriamoci voi a leggerlo, mi sento come se non sapessi gestire quest’eventualità. Sono infatti stata malata così a lungo che non so come comportarmi di fronte allo “stare bene”, ormai neanche ricordo più cosa significhi vivere senza dolore costante e sintomi invalidanti. È però vero che dall’Ipertensione Intracranica non guarirò mai e che sarò davvero libera dal cancro solo se supererò i cinque anni senza una avere una recidiva, quindi definirmi “guarita” va inteso in senso lato, ma il concetto è che ormai con la malattia ho una certa familiarità e non riesco neanche ad immaginarmi una vita “normale”.

Questa foto l’ho scattata quando ho avuto la diagnosi di tumore: nonostante fossimo devastate io e mamma abbiamo voluto brindare alla mia guarigione. Quest’ultima visita però non ci ha rassicurate come speravamo e anzi ci ha lasciate con qualche dubbio. Da una parte c’è stata un’ottima risposta alla terapia e il tumore sembrerebbe non esserci più, dall’altra i medici non sono tranquilli per via di alcune incongruenze negli esami e hanno quindi fissato un’altra PET e un’altra TAC prima di Natale. Speravo finalmente di leggere “remissione completa di malattia” su quest’ultimo referto e invece torno a casa con altri dubbi e paure. Ormai ho imparato che si arriva lontano facendo un passo alla volta, quindi è così che continuerò ad affrontare questo percorso: piano piano, senza fretta ma sempre con il sorriso sulle labbra.
















