Giornata Mondiale della Disabilità

Solitamente, l’immaginario comune porta la nostra mente a presupporre che una persona disabile sia una persona che si sposta su una sedia a rotelle o che possiede una disabilità fisica facilmente identificabile. Ed è vero, molte persone corrispondono a questa descrizione. Tuttavia esistono molti tipi di disabilità e non tutti sono riconoscibili ad un primo sguardo, spesso neanche ad un secondo o ad un terzo. La disabilità non sempre corrisponde all’immaginario comune, essa si declina in tante forme e possiede molti volti. Tra cui c’è anche il mio.

Io faccio infatti parte di una categoria che purtroppo viene spesso relegata ai margini della disabilità, ovvero quella dei malati invisibili. Perché dico che noi malati invisibili siamo spesso considerati di meno? La risposta è semplice: perché vedendoci esteriormente non si direbbe che siamo disabili e per questo motivo spesso ci ritroviamo nella condizione di dover convincere le persone con cui veniamo in contatto che stiamo male davvero, che non stiamo fingendo o cercando di attirare l’attenzione. Spesso dobbiamo giustificarci e dimostrare a tutti, anche ai medici, di star male sul serio. Ovviamente questo invalida la nostra patologia, la nostra situazione e la nostra persona. E non è facile, anzi, è estremamente doloroso. Io conduco una vita all’apparenza normale, vado a lavoro, esco con gli amici: chi mai direbbe che sono disabile da più di dodici anni? Chi mai direbbe che avevo una disabilità del 75%, cui prima è stata aggiunta la gravità e poi è stata alzata al 100%? Nessuno. Questo mi è stato chiaro fin dai primi, strazianti ricoveri.

È per questo motivo che la Giornata Mondiale della Disabilità è così importante. Perché serve a mettere in luce una realtà fatta di persone che, sì, hanno dei problemi, ma non per questo valgono di meno degli altri. Sono capaci, valide e meritevoli di rispetto al pari delle persone abili. Hanno solo qualche ingranaggio inceppato, magari da oliare un po’ o purtroppo rotto. Ma sono importanti e valgono come chiunque altro.

Guardandomi, non lo direste?