La vita non è un percorso dritto, è un sentiero fatto di salite e di discese, con dirupi insormontabili e scorciatoie non sempre facili da trovare. A volte bisogna fermarsi, altre volte correre il più velocemente possibile, spesso è necessario tornare indietro e altrettanto spesso questo non è possibile. Molte volte non sai da che parte devi andare o persino in che direzione stai camminando. Ma tutto questo non è importante, ciò che conta è il viaggio e finalmente l’ho capito.

Nell’ultimo anno ho utilizzato questo social per parlare della mia malattia e per cercare di trovare, dentro di me, la forza per fronteggiare i miei demoni e riuscire finalmente a sconfiggerli. È stato un percorso lungo e pieno di difficoltà, che mi ha insegnato tanto e mi ha permesso di vedere la vita in una nuova prospettiva. Paradossalmente il mondo spaventoso in cui sono stata trascinata alla fine si è rivelato essere la più grande opportunità della mia vita. È infatti grazie alla sofferenza che ho affrontato in quest’ultimo anno se ho finalmente trovato la forza di fermarmi e valutare le scelte fatte fino a quel momento; è solo grazie all’allontanamento di certe persone se ho trovato il coraggio di tornare sui miei passi e cambiare la strada che stavo percorrendo, camminando infine su sentieri più giusti per me. In questi mesi ho imparato tanto, più di quanto potessi immaginare. Ho capito che non sono meno professionale se mi vesto di rosso, giallo o fucsia, ho capito che non devo soffocare la parte più infantile della mia personalità solo perché “ormai ho 26 anni e devo crescere”, ho capito che va bene se quando sto male mi fermo e riprendo il fiato, invece di fare il doppio del lavoro per dimostrare di non essere inferiore a nessuno. Soprattutto ho capito che non importa mostrarsi più deboli, più fragili. Siamo tutti un po’ fragili, tutti abbiamo bisogno di essere rassicurati e a volte tutti ci sentiamo persi e soli. Va bene così. Crollare a volte è una benedizione, è rialzarsi ad essere un dovere.
In questi anni sono caduta un’infinità di volte ma mi son sempre tirata di nuovo su e finalmente oggi posso dire di aver ritrovato me stessa. E non esiste regalo più bello.
