Futuro incerto

Domani ho la visita oncologica e mi sento felice e sollevata di poter finalmente indagare questi nuovi sintomi e questi dolori che, ultimamente, mi stanno dando filo da torcere. Negli ultimi due mesi infatti la situazione è peggiorata e il dolore è diventato di nuovo ingestibile, obbligandomi a prendere dosi di codeina fin troppo elevate per i miei gusti. Pensavo che prima o poi mi sarei abituata al dolore, ma la verità che non è umanamente possibile abituarsi ad esso: si può imparare a gestirlo, a conoscerlo, a camminarci accanto. Ma sarà sempre un fardello pesante da portare, un fardello da cui ci si vorrà liberare. Domani mi confronterò con l’oncologo e cercherò quindi di capire perché i sintomi sono diventati così acuti e persistenti. Dentro di me, temo di conoscere la risposta.

Ciò che mi preoccupa è la possibilità che la massa nel mediastino sia rimasta delle stesse dimensioni di maggio: quella massa che a dicembre non c’era, a marzo ha iniziato a crescere e poi si è fermata, immobile ed opprimente come un boia silenzioso che ti osserva senza proferir parola ma con un compito ben preciso da assolvere. Se così fosse, non mi sarebbe possibile fare la biopsia per confermare o smentire la comparsa di una recidiva. E saremmo punto e a capo. Attenzione, non sto insistendo per fare quell’esame perché mi sono convinta di avere una recidiva in corso. Dio solo sa quanto non vorrei dover ricominciare le terapie e poter dire che sto bene, bene davvero. No, io sto insistendo perché il mio corpo mi sta dando dei segnali molto forti ed io non posso ignorarli. Ne va della mia vita. Devo capire cosa sta succedendo, lo devo a me stessa. Non so a cosa siano dovuti questi dolori ma ci sono e sono devastanti.

In ogni caso si va avanti, si va avanti sempre. Non importa quanta sofferenza siamo costretti ad affrontare nella vita, l’importante è notare ciò che di bello ci circonda. Continuo a dirlo ma la felicità è davvero intorno a noi, sempre, e sta a noi rendercene conto ed afferrarla, per portarcela poi sempre appresso, nel taschino, vicino al cuore, senza lasciarla andare via mai più. È un obbligo che abbiamo verso noi stessi, quello di essere felici.

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