Trigger Drop: come sconfiggere il dolore

Sono mesi che aspetto di pubblicare questo articolo e finalmente è arrivato il momento. A breve vi spiegherò cos’è il Trigger Drop e i mille motivi per cui è fantastico, ma prima vorrei dire due parole. Chi mi segue da un po’ sa che provo dolore cronico a causa di malattie croniche ed incurabili e che devo prendere quotidianamente un gran numero di farmaci, alcuni dei quali sono oppiacei molti potenti. Il dolore mi accompagna ormai da quattordici anni e ammetto che ormai mi ero rassegnata all’idea di distruggermi reni, fegato e stomaco a suon di farmaci per avere in cambio un po’ di sollievo e poter vivere all’apparenza in modo normale le mie giornate. Qualche mese fa il dolore però è peggiorato drasticamente, bloccandomi a letto per gran parte del tempo, e perciò ho deciso di contrattaccare e di iniziare un percorso di terapia del dolore. E’ grazie a questo che ho scoperto, appunto, il Trigger Drop. Non solo mi ha aiutata a gestire il dolore, ma lo ha momentaneamente fatto sparire, senza l’utilizzo di farmaci e con la sola applicazione di piccoli oggetti posizionati sui punti d’origine del dolore. Vi sembra impossibile? Provate ad immaginare la mia sorpresa la prima volta che ho provato ad utilizzarli! Per quanto mi riguarda, e senza giri di parole, il Trigger Drop è il futuro nel campo della terapia del dolore.

Avrei voluto scrivere questo articolo il giorno stesso in cui ho provato questa nuova e rivoluzionaria tecnica, tanto l’ho trovata miracolosa. Tuttavia mi sono concessa qualche mese per provarla sulla mia pelle, in modo da dare un’opinione più personale. Come il primo giorno, però, il risultato non è cambiato perché per me questa tecnica è una vera e propria rivoluzione. Trigger Drop nasce dall’intuizione di Carmelino Antona di utilizzare in campo medico dispositivi che sono sempre stati utilizzati in altri ambiti, con altre forme e materiali, al fine di giungere ad una pubblicazione comprovata scientificamente in ambito medico. Fonda quindi la sua startup e successivamente, con la collaborazione del medico dell’Università del Piemonte Orientale Dr. Giuseppe Guzzardi, responsabile dello studio scientifico, e il Dr. Andrea Paladini, due anni fa inizia la ricerca scientifica a Novara. Lo studio scientifico sul Trigger Drop è stato pubblicato dall’Herald Scholarly Open Access, una casa editrice internazionale leader nel campo delle Scienze e lo potete trovare qui. Ma la vera svolta è stata la collaborazione tra Carmelino Antona e il Dr. Alessandro Angellotti, medico anestesista agopuntore dell’ospedale Beauregard di Aosta, coordinati dal responsabile di reparto della terapia del dolore Dr. Lorenzo Pasquariello, che insieme hanno evidenziato le qualità e le potenzialità del Trigger Drop

La prima volta che ho incontrato Carmelino Antona, venuto in Valle d’Aosta per insegnare la tecnica ai medici della terapia del dolore valdostani, il dolore che provavo era estremamente intenso e fino a quel momento nessun farmaco era riuscito ad alleviarlo. Il mio medico, appunto il Dr. Angellotti, ha valutato molto velocemente le mie condizioni e, dato che provavo un dolore estremamente invalidante, abbiamo deciso di provare ad applicare il Trigger Drop e stare a vedere cosa succedeva. Diciamo che mi sono trovata nel posto giusto, al momento giusto e con le persone giuste. Pensate che il dolore era talmente forte che, nel momento in cui il Dr. Angellotti, coordinato da Carmelino Antona, mi ha sfiorato la schiena per capire qual era l’esatto punto che mi faceva male, sono svenuta dal dolore sul lettino dello studio medico. Ma dopo che i Trigger Drop sono stati posizionati sulla mia schiena, ovvero la zona che mi fa male, il dolore è completamente sparito. Non si è alleviato, non è scemato, non è diventato sopportabile. È sparito. Ancora oggi, a distanza di mesi, mi sembra impossibile un tale risultato.

MA COS’E’ IL TRIGGER DROP?

Trigger Drop è dispositivo che va applicato sulla pelle nel punto in cui si propaga il dolore. E’ un riequilibratore neuro-muscolare che elimina la memoria del dolore, alleviando immediatamente episodi sintomatici in molti problemi muscolo-tendinei ed articolari. La tecnica del dropping si esegue applicando in diversi punti del corpo dispositivi fabbricati in materiale EVA (etilene vinil acetato), di diverse forme e grandezze. Trigger Drop, pur avendo un effetto antalgico immediato, non risolve la patologia che dà origine al dolore, ma favorisce ed accelera l’efficacia delle terapie riabilitative prescritte. La tecnica può essere applicata anche in fase acuta completando l’attività antalgica e decontraendo i muscoli. (Fonte: qui).

IN COSA CONSISTE LA TECNICA (O DROPPING)?

I Trigger Drop vanno posizionati in determinati punti del corpo chiamati punti inibitori del trigger point. I trigger points sono punti localizzati nel muscolo e sono la fonte d’origine del dolore. I punti inibitori del trigger point, quelli che “spengono” il dolore, spesso sono posizionati nella parte opposta del punto di dolore ed è per questo che è importante individuarli correttamente posizionando il Trigger Drop in modo consapevole.

Provo a spiegarvelo in parole povere, così come è stato spiegato a me durante la prima seduta. Immaginate una stanza illuminata e che il dolore sia una lampadina che quando è accesa fa male. Con la Dropping terapia, per spegnere la lampadina, cioè il dolore, non sviti o rompi la lampadina ma cerchi l’interruttore della luce. In tal modo si toglie l’energia elettrica alla lampadina, che si spegne, e quindi si interrompe il segnale al trigger point che genera dolore . E’ così che il dolore cala o persino sparisce.

Se vi sembra difficile da comprendere, non preoccupatevi: il tecnico che andrà a cercare i vostri punti trigger li conosce molto bene, lui saprà dove mettere le mani. Grazie al vostro aiuto gli ci vorranno pochi minuti per trovare il punto giusto su cui posizionare i Trigger Drop e, credetemi, quando lo troverà ve ne renderete conto. Il dolore calerà notevolmente o addirittura svanirà, come se non fosse mai esistito. Importante tenere a mente una cosa, però: il Trigger Drop non andrà a curare le vostre patologie, non è quello il suo compito. Questa tecnica agisce solamente sul dolore ed ovviamente ogni caso è soggettivo.

SU QUALI PATOLOGIE HA EFFETTO IL TRIGGER DROP?

Le principali patologie su cui è stata rilevata una significativa ed immediata riduzione del dolore sono:

  • CERVICALGIA
  • GONALGIA
  • COXALGIA
  • DORSALGIA, LOMBALGIA, SCIATALGIA E ERNIE DISCALI
  • EPICONDILITE E TUNNEL CARPALE
  • PATOLOGIE DELLA SPALLA
  • PATOLOGIE DEL TRICIPITE SURALE
  • ARTICOLAZIONE TIBIO-TARSICA

Gli studi sono ancora in corso e la tecnica è in continua evoluzione, pertanto si sta ancora cercando di capire su quante e quali altre patologie possa essere efficace.

OGNI QUANTO VANNO POSIZIONATI?

Il Trigger Drop va posizionato per la durata di un ciclo di 21 giorni. Finito il ciclo è necessario togliere i dispositivi per una settimana, al termine della quale bisogna valutare se c’è ancora presenza di dolore e, in quel caso, riposizionarli e ripetere il ciclo.

La mia situazione è un po’ diversa, perché le patologie sono particolari e il dolore è sempre molto invalidante. Nel mio caso infatti devo riposizionare il Trigger Drop circa ogni settimana, perché i dolori provocati dalle mie patologie si spostano continuamente e variano anche durante la stessa giornata. Inizialmente mi presentavo in ospedale ogni 3-4 giorni per il riposizionamento del Trigger Drop, adesso devo riposizionarli ogni settimana e spesso anche ogni dieci giorni, è quindi evidente un progressivo aumento del beneficio. Con il Dr. Angellotti e con il tecnico Antona stiamo lavorando per prolungare questo sollievo dal dolore fino a, si spera, farlo sparire del tutto e completare quindi un ciclo standard. In questo articolo chiaramente riporto la mia sola esperienza, tuttavia ho potuto confrontarmi con numerosi pazienti che si sono sottoposti a questa tecnica e ognuno di loro ha constatato un beneficio immediato dal dolore ed un drastico miglioramento nella gestione dello stesso, nonché una riduzione significativa nell’utilizzo dei farmaci. Con questo articolo ci tenevo a riportare la mia esperienza personale e a far conoscere a quante più persone possibili questa nuova tecnica, perché so quanto sia importante fare rete e condividere le esperienze con altri malati. La mia speranza è che questa tecnica possa aiutare qualcuno tra voi lettori così come ha aiutato me.

Il dolore è ancor più dolore, se tace.

Giovanni Pascoli

Ci tengo infine a ringraziare il reparto di terapia del dolore di Aosta, in particolar modo il Dr. Angellotti e il primario del reparto Dr. Pasquariello, e soprattutto Carmelino Antona, che mi ha permesso di scrivere questo articolo, che con infinita pazienza e disponibilità mi ha dato tutte le informazioni di cui avevo bisogno, ma soprattutto che ha dedicato il suo tempo e le sue conoscenze per ideare una tecnica che mi sta cambiando la vita, liberandomi temporaneamente dal fardello dal dolore. Che, in poche parole, è un po’ come ritornare a vivere.

2 pensieri riguardo “Trigger Drop: come sconfiggere il dolore”

  1. Ho i miei dubbi su questa terapia ma vale la pena provare visto che dopo l’intervento discale L4 L5 S1 e svariate discolisi nonché infiltrazioni iliaco sacrali , da tre mesi vado avanti con punture. Nessun beneficio

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    1. Tentar non nuoce! Come ho scritto non funziona con tutte le patologie ed è necessaria una visita in terapia del dolore per analizzare il quadro clinico. Con me questa tecnica ha dato risultati incredibili e centinaia di altri pazienti sono rimasti piacevolmente sorpresi dalla sua efficacia. E’ un metodo ancora in fase di studi ma secondo me vale la pena provare 🙂 Buona giornata!

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