Dolore cronico

Vivere una malattia cronica non è facile. Averne tre, poi, rende la situazione piuttosto difficile. È un inferno dal quale non puoi scappare, il cui unico sollievo è la ricerca di un palliativo che possa concederti qualche istante di dolore lieve, sopportabile. Solo per qualche minuto, solo per qualche secondo.
Perché oltre alla malattia c’è anche il dolore cronico con cui bisogna fare i conti: avere male 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Mentre ti lavi, mentre ti vesti, mentre mangi, quando fai la spesa, quando vai a lavoro, quando esci per un aperitivo, quando ridi fino alle lacrime con le tue amiche. Il dolore è sempre lì, un compagno di vita che non ti lascia sola neanche per un secondo.
È stancante, è svilente, è straziante.

“Ma non sembra che stai male”

Ma c’è un’altra cosa che è persino più stancante del dolore cronico: farlo comprendere alla gente. Infatti finché si tratta di una gamba rotta nessun problema, tutti capiscono le difficoltà del momento, esattamente come farebbero per una polmonite o un infarto. Sono condizioni che si possono curare e che quindi ad un certo punto smettono di essere un problema. Il dolore cronico no. E quindi arriva il momento in cui la mia condizione, il mio dolore, diventano fastidiosi, persino seccanti per chi mi sta intorno. Che paradosso: io, al dolore ci ho fatto l’abitudine, chi mi sta intorno invece lo patisce in modo viscerale, come se fosse un attacco personale alle loro esistenze. Forse perché in qualche modo li obbliga a fare i conti con loro stessi, a rivedere certe convinzioni, a riconsiderare il loro privilegio e benessere. Uno schiaffo in faccia, insomma, che per molte persone è intollerabile.

Ma poco mi importa di quelle persone, che credetemi esistono davvero e con cui devo confrontarmi molto spesso. Le persone che al contrario mi aiutano, mi capiscono, mi offrono una spalla su cui piangere e cercano di portare allegria e spensieratezza nella mia vita sono molte di più e di loro sì che mi importa. Sono acqua fresca quando hai sete, un abbraccio quando ti senti solo. Sono loro a curare le ferite dell’anima e non saprei come vivere senza. È anche grazie a loro se vado avanti ogni giorno senza mollare mai. Perché vivere il dolore cronico è stancante, svilente e straziante. Ma relegarlo, quando possibile, ad essere solo il sottofondo di una vita piena di gioia e amici incredibili è un regalo meraviglioso che ho intenzione di fare a me stessa ogni singolo giorno.

4 pensieri riguardo “Dolore cronico”

  1. Ciao Elena,
    leggerti mi suscita una marea di emozioni e di pensieri che purtroppo non sono capace a descrivere bene a parole come fai tu.
    Volevo solo dirti che ti ammiro molto per la tua forza e per il tuo coraggio.
    Ho avuto modo di incrociare il tuo sguardo solo un paio di volte mentre eri insieme a tua mamma e ho visto gli occhi di una ragazza forte e coraggiosa.
    Non sto a farsi tanti complimenti tu sai bellissimo quanto vali e vali sicuramente tanto.
    Voglio solo abbracciarti virtualmente e dirti che non sei sola, c’è un sacco di gente intorno a te che ti vuole bene e che ti sostiene in questo percorso doloroso, anche solo con un pensiero.
    È superfluo raccomandarti di non mollare perché lo stai già facendo e anche bene, brava.
    Spero di rincontrarti presto e di vederti sorridere.
    Un abbraccio.

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    1. Grazie infinite per le tue bellissime parole, mi sono commossa❤️🙏🏻 Messaggi come questo mi riempiono il cuore e mi danno la forza per affrontare tutto, sono un dono incredibile e ti ringrazio davvero per esserti preso del tempo per scrivermi. Sono contenta che ciò che ho scritto ti abbia emozionato, sono molto fortunata ad avere tante persone che mi vogliono bene e che mi sostengono. Ringrazio per questo ogni giorno.
      Un abbraccio e a presto!

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